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mercoledì 31 luglio 2013

Decrescita: un modo di vivere più sobrio e consapevole

Fino a non molto tempo fa, la maggioranza delle persone, soprattutto in campagna, era abituata a vivere con ciò che produceva e ci si tramandava il sapere in famiglia, grazie all’esperienza, alla memoria, alla tradizione.
Il sapere era condiviso e c’era un forte senso di comunità, soprattutto negli ambienti rurali, in cui le precarie condizioni di vita spesso venivano affrontate proprio con il questo forte senso di appartenenza e di unione.
Fare il pane
Nel mondo odierno, in pochi decenni, nei “Paesi moderni” si è cercato di distruggere tutto questo utilizzando arme potenti come i mass media, grazie ai quali le multinazionali hanno cominciato a bombardare la popolazione con messaggi pubblicitari, trasformando persone in grado di produrre, creare, ideare, trasformare, in persone utili solo come consumatori di beni e servizi, senza più nessuna abilità pratica, bisognosi di tutto, incapaci della benché minima indipendenza e dipendenti totalmente dalla grande distribuzione per il proprio sostentamento.
La pubblicità che ci beviamo tutti i giorni stando come allocchi a guardare la televisione non fa che accrescere quotidianamente i “falsi bisogni”, ossia tutto ciò che vogliono farci credere sia indispensabile per la nostra esistenza, prodotti che fino a ieri nemmeno esistevano e senza i quali oggi non riusciremmo più a vivere, oggetti che promettono di donarci la felicità e che si rivelano vecchi e obsoleti non appena li abbiamo comprati, sostituiti immediatamente dal nuovo modello, ancora più indispensabile di quello precedente.
Colette e Monia fanno il pane
Vi svelo un segreto: potete fare a meno della gran parte degli oggetti che avete in casa e vi potete autoprodurre quasi tutto quello che realmente vi serve.
Ah, vi svelo un altro segreto: la felicità non la troverete mai in qualcosa che implica un costo in denaro, perché la felicità non si compra e tutte le cose che vi renderanno felici nella vostra vita saranno gratis, come passare il tempo con la vostra famiglia e gli amici, godersi un cielo stellato o un tramonto, donare il proprio tempo per realizzare qualcosa in cui si crede, leggere un libro, giocare, ridere… insomma, avete capito cosa intendo.
Ortolà
Cercando la felicità nei posti sbagliati, a pagamento oltretutto, rischiamo solamente di sentirci più frustrati e mai appagati, perché non otterremo mai tutto ciò che vogliono farci credere che sia essenziale per noi e dovremo lavorare sempre di più per ottenere i soldi di cui abbiamo bisogno per comprare l’ultimo modello di telefonino, l’auto più grande, i vestiti alla moda, le vacanze nel resort all inclusive e via discorrendo.
Per lavorare di più ovviamente avremo bisogno di qualcuno che si occupi di ciò che non riusciamo più a fare: dovremo ricorrere alla baby sitter per badare ai nostri figli, alla colf per le faccende domestiche, alla badante per i nonni, alle mille attività sportive e non (a pagamento) che tengano impegnati i nostri bambini mentre corriamo a fare la spesa o dalla manicure o al corso di zumba.
Ma siamo matti? Basterebbe fermarsi un secondo a riflettere per capire quanta assurdità ci sia in questa vita frenetica!
Monia e Colette a Mamme Che Leggono
Rallentiamo, cavolo! Lavoriamo un po’ meno, dedichiamoci alla famiglia, agli amici, alle nostre passioni: non limitiamoci a sopravvivere, ma pretendiamo di VIVERE!
La vita è una sola, non sappiamo quanto durerà la nostra: abbiamo il diritto e il dovere di spenderla al meglio, dedicandoci per quanto possibile agli affetti, alla Natura, allo stare insieme e al condividere.
Il tempo non è in vendita, dobbiamo accorgercene al più presto e sganciarci da questo sistema insensato che ci vuole veder NASCERE-CONSUMARE-MORIRE.
Di quante cose inutili potremmo fare a meno?
Quante ore al giorno dovremmo lavorare per avere denaro a sufficienza per mantenere uno stile di vita più  semplice e sobrio, senza troppi fronzoli inutili?
Salsa di pomodoro
Quante cose potremmo fare noi a casa, autoproducendoci ad esempio pane, yogurt, pasta, marmellate, conserve, coltivando un piccolo orto per il nostro sostentamento, facendo piccole riparazioni casalinghe in autonomia, cucendo o riparando i nostri vestiti… se solo avessimo più tempo?
Per non parlare poi della soddisfazione immensa che è legata a queste pratiche, soprattutto se condivise e messe in atto assieme alla famiglia e agli amici!
La cosa più difficile credo sia rendersi conto che tutto ciò è possibile, basta che lo vogliamo: non credo ai cambiamenti radicali, credo che sia più utile e sensato affrontare una decrescita personale a piccoli passi, adattandola alle proprie esigenze… poi tutto verrà da sé e vi accorgerete che sarà fantastico liberarsi da tutto ciò che ci ha legati fino ad ora al vecchio stile di vita!
Non si può distaccare totalmente dalla società in cui viviamo, ma si può procedere verso una quotidianità che valorizzi il lato umano delle persone, la conoscenza, la cultura, l’esperienza, la condivisione, invece di sentirci come automi destinati solo a lavorare, per guadagnare, per poi spendere e far arricchire le multinazionali che devastano il pianeta, sia a livello umano che ambientale.
Macchinina con materiali di riciclo
La decrescita non è fatta di rinunce, ma di scelte consapevoli, di consumo critico, di esperienze e saperi condivisi messi a disposizione di tutti.
Spero che queste mie parole abbiano fatto venire la curiosità a qualcuno di approfondire il discorso: consiglio di leggere il libro “La decrescita felice” di Maurizio Pallante, che a me ha aperto la strada verso questo meraviglioso viaggio.

2 commenti:

  1. fantastico!!
    ci si può riuscire..

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  2. Certo che ci si può riuscire, basta volerlo e aver voglia di mettersi in gioco!

    RispondiElimina

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