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lunedì 16 settembre 2013

La mia decrescita felice

I Moomin

LA MIA DECRESCITA FELICE

Tutto è nato dalla lettura di un libro: “La decrescita felice” di Maurizio Pallante: sono rimasta folgorata dalla semplicità dei discorsi e dalla naturalezza con cui viene raccontato il vero senso della decrescita… consiglio a tutti di leggerlo al più presto!

La decrescita felice

Troppo spesso si associa la decrescita a privazioni, rinunce, salti all’indietro nel passato verso stili di vita ormai dimenticati.

Il senso della decrescita felice è la consapevolezza di una sobrietà vissuta in maniera orgogliosa e positiva.

Nella decrescita non si sceglie di rinunciare con dispiacere, ma si affronta un percorso durante il quale il senso del possesso e delle ansie del mondo moderno vengono man mano scavalcati da desiderio di vivere in pieno la propria esistenza, recuperando rapporti umani al posto di oggetti materiali e affari economici.

Se riesco a capire che lavorare meno mi permette di rinunciare al superfluo e di passare più tempo con famiglia e amici, ritrovando spazio per le attività che mi creano piacere… bhe, allora sono sulla strada giusta.

L'uomo schiavo del consumismo

Siamo calati in un mondo che ci vuole consumatori accaniti, mai sazi delle ultime novità sul mercato, persi tra le venti e passa marche di merendine esposte sui chilometrici scaffali degli ipermercati, inghiottiti dall’ansia di non possedere l’ultimo gadget tecnologico appena uscito, tristi per non poterci permettere abiti costosi e firmati da chissà quale miliardario stilista.

La domanda è: siamo sicuri che queste rappresentino la strada verso la felicità?

E’ giusto lavorare più di otto ore al giorno, vedendo a malapena i nostri figli, privandoci della compagnia quotidiana delle persone care per mancanza di tempo, ricorrendo a cibi pronti e fast-food perché non troviamo nemmeno dieci minuti per cuocerci un semplice e sano piatto di pasta e metterci a tavola con la famiglia?

Prigionieri del consumismo

Non abbiamo tempo da dedicare alla famiglia, alla casa, agli amici, alla cura della nostra alimentazione, poi ricorriamo a surrogati per riuscire a sopravvivere in questa giungla di impegni improrogabili, che cancellano alla nostra vista le priorità di cui invece dovremmo tenere conto nella nostra esistenza.

E se qualcuno ci mostrasse una vita diversa?

Raccolta delle patate all'OrtoLà

Se lavorassimo la metà del tempo, guadagnando la metà del denaro, preparandoci da soli il pane, lo yogurt, la pasta, le marmellate per le merende dei nostri bambini?

Magari non potremo mostrare l’ultimo telefonino alla moda (che comunque, se seguiamo gli attuali canoni di consumo, sarà già vecchio appena comprato e saremo infelici fino al prossimo acquisto!).

Smart Phone Family

L’autoproduzione viene combattuta dal commercio delle multinazionali, che ci martellano con pubblicità subliminali, convincendoci di non essere più in grado di fare nulla da soli: secoli di esperienza pratica gettati al vento, il saper fare tramandato dai nostri nonni calpestato da interessi economici ignobili.

Vi svelo un segreto: siete capaci di fare un sacco di cose che nemmeno avete idea!

L’unico ingrediente fondamentale è la voglia di riuscire e un pizzico di autostima: se comincerete, vi assicuro che sarà difficile fermarvi e coinvolgerete amici e parenti nella vostra nuova avventura!

Colette e Culotte fanno il pane!

Possiamo produrre tranquillamente in casa quasi tutto ciò di cui abbiamo bisogno: per le materie prime possiamo cominciare a coltivarci un piccolo orto, ci possiamo rivolgere direttamente ai produttori biologici della nostra zona (sul sito BioBank possiamo trovare aziende e mercatini in tutta Italia, oppure comprare con il Gruppo di Acquisto Solidale più vicino a voi (cercatelo sul sito www.retegas.org, cliccando QUI).

Comprare biologico costa? Se si compra attraverso i canali giusti no: sicuramente costa meno che ricorrere a cibi confezionati dei discount o della grande distribuzione in genere, pieni di conservanti, aromi e coloranti, perché sono talmente scadenti che senza tutti questi additivi nessuno li riuscirebbe a mangiare!

Curare l’alimentazione della nostra famiglia significa prevenire tante patologie: troppo spesso si risparmia sul cibo a discapito della salute… preferiamo mangiare male e spendere i soldi in medicine?

Fare la pasta in casa

Per gli abiti si può benissimo risistemare quello che si ha nell’armadio, investendo sulla qualità delle materie prime naturali e non nella firma che c’è scritta in etichetta!

Per altri oggetti di consumo, esistono tanti mercatini dell’usato e del baratto, ma si può organizzarne qualcuno anche tra amici e i bambini si divertiranno un sacco!

Per i libri esistono le biblioteche, oppure si possono scambiare con gli amici o trovare ai mercatini, o scambiare on line.

Si può barattare qualsiasi cosa!

Ecco alcuni esempi di scambio/baratto/regalo on line:

  • su ZeroRelativo ci si può barattare on line di tutto
  • su BookMooch io scambio i libri già letti, pagando solo 1,28 cent per la spedizione in piego di libri alla Posta
  • su TeLoRegalo, si possono regalare o trovare in regalo oggetti di qualsiasi tipo, basta mettersi d’accordo con il proprietario per il ritiro
  • su ManGrow si possono trovare/offrire/scambiare servizi

Insomma, le vie per la liberazione dal consumismo massificato a cui ci hanno abituati sono infinite, basta voler trovare quelle più vicine alle nostre esigenze e la strada sarà tutta in discesa!

Si tratta solo di capire quali sono le cose che riempiono veramente la nostra esistenza e quali invece ci rendono ogni giorno sempre più schiavi di un sistema economico basato sulla speculazione e sulla creazione di falsi bisogni.

Eliminando il superfluo elimineremo molte delle nostre ansie moderne, insoddisfazioni e frustrazioni.

Tempi moderni

Recuperando tempi e spazi per noi, e per le persone che scegliamo come compagne del nostro cammino, otterremo una qualità della vita migliore e le nostre giornate saranno colme di soddisfazione.

I Moomin

2 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie Lavy, dobbiamo prenderci quel famoso caffè appena torno dalle ferie! Non vedo l'ora! Ciao e a prestissimo, Monia.

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