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venerdì 25 ottobre 2013

Immigrati

Immigrati

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.

Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.

Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono,
vicini gli uni agli altri.

Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.

Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina.

Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.

Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.

Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina,
ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro
e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.

Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.

Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.

Le nostre donne li evitano, non solo perché poco attraenti e selvatici, ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.

I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.


Questa è una dichiarazione di cittadini statunitensi nei confronti degli immigrati italiani all’inizio del ‘900.

Più precisamente, è un testo tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.


Immigrati sulla nave in attesa di essere traghettati a Ellis Island

C’è di che riflettere, non pensate?

Ecco alcune immagini d’archivio per rinfrescarci la memoria su chi siamo stati: la paura dello straniero che oggi affligge tanta gente sarà mica la paura di scoprire che non siamo poi così diversi?

Ellis IslandItalianiQUANDO GLI EMIGRANTI ERAVAMO NOIQUANDO GLI EMIGRANTI ERAVAMO NOIQUANDO GLI EMIGRANTI ERAVAMO NOI

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