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domenica 17 novembre 2013

Gli incubi gotici di Stefano Bessoni

Sono nato a Roma nel 1965. Scarabocchio, scrivo, faccio film. Vorrei tanto avere un brevetto da palombaro e uno per guidare dirigibili e palloni aerostatici. Mi piacerebbe avere un coccodrillo come animale domestico, al quale cederei volentieri la mia vasca da bagno. Da piccolo sognavo di diventare un becchino, ma poi non ci sono riuscito e così, dopo una deviazione verso la zoologia e le scienze naturali, mi sono diplomato all’Accademia di Belle Arti. Poi ho deciso di fare cinema”.

Così si presenta Stefano Bessoni, regista romano (che insegna regia visionaria e fantastica presso l’Accademia Griffith di Roma) e illustratore di incubi libreschi.

Le figure macabre di Bessoni spuntano in maniera prorompente dalle pagine dei libri-capolavori che hanno l’onore di ricevere la sua firma: lo stile gotico, surreale ed volutamente grottesco fanno dei suoi personaggi dei veri e propri incubi di carta, eroi romantici che urlano la loro storia visionaria.


Tra i capolavori di carta firmati da Stefano Bessoni  figura “Alice sotto terra” (interpretazione originale dell’Alice di Lewis Carroll).

 


Ultimo lavoro di Bessoni, l’illustrazione del libro con dvd “I Canti della Forca”, con i canti originali dell’opera omonima di Christian Morgenstern (1871-1914).

Tratto da “Canti della Forca”:

La gente stolta non lo può capire
ma della vita beffe ci facciamo.
Il fato che non si può concepire
con lo scherno alla fine sommergiamo.

È il riscatto del bambino che fu
sulla seriosità dell’esistenza;
la vita tu comprenderai di più
se coglierai qual è la nostra essenza.”

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