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martedì 28 gennaio 2014

Città di transizione

Città di transizione, rappresenta un movimento nato in Inghilterra tra il 2005 e il 2006 il cui fondatore e promotore è Rob Hopkins.

Rob Hopkins

Questo movimento, tanto per chiarire cosa significa essere in transizione, ha lo scopo di preparare l'intera comunità ad affrontare il punto di NON RITORNO che presto ci metterà alle strette: riscaldamento globale e ciò che ne consegue, picco del petrolio e successivo suo esaurimento.

Fulcro del movimento delle Transition Towns è l'idea che una vita senza petrolio possa in realtà essere più godibile e soddisfacente dell'attuale e che si possano gettare le basi per una NUOVA società, basata sulla diminuzione graduale di emissioni, riduzione di consumi energetici e incremento di energia derivante da fonti rinnovabili, flessibilità e adattamento ai rapidi mutamenti che questo nuovo mondo ci dispensa, abbandono dell'attuale epoca di consumo alienante basato sull'avidità, sulla guerra e sul mito di crescita infinita.

Fatih Briol, capo economista dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, ha coniato il motto “leave oil befor it leave us” (“abbandoniamo il petrolio prima che sia lui ad abbandonare noi”).

Fatih Briol
La sua agenzia da almeno due anni lancia a tutti i governi del mondo un allarme perentorio: muovetevi subito.

SIAMO COMPLETAMENTE DIPENDENTI DAL PETROLIO, DOBBIAMO GETTARE LE BASI PER UN NUOVO SISTEMA PRODUTTIVO ED ECONOMICO CHE NON SIA PIU' PETROLIO DIPENDENTE.

Questo non significa non utilizzare la tecnologia o fare a meno delle comodità alle quali siamo abituati, sicuramente però bisogna cambiare rotta, cambiare modo di pensare, di produrre cibo, di spostarsi ( più mezzi pubblici, macchine elettriche o a gas, ri-imparare a utilizzare le gambe, piedi e bicicletta), di produrre rifiuti, di lavorare...

Cambiare il modo di ragionare è la prima cosa e ancora prima c'è la Consapevolezza: arrivare ad essere consapevoli del fatto che stiamo sbagliando e che così non avremo futuro.

UN MONDO DIVERSO E' POSSIBILE, PERO' DOBBIAMO VOLERLO TUTTI INSIEME!
IO CI SPERO E VORREI CHE FOSSE COSI' PER TUTTI!


FONTI

In italiano:

 

In inglese:

lunedì 27 gennaio 2014

Manifesto sentimentale per filosofi giardinieri

E il giardino creò l'uomo

“Fate giardini!

Veri giardini, naturalmente, luoghi indomiti, fuorilegge. […]

Tracciate il vostro disegno sulla faccia della terra, che si presta sempre volentieri ai sogni dell'uomo, piantate un giardino e prendetevene cura.

E proteggete anche i giardini che restano e che resistono, i vecchi luoghi abitati dalle piante che arrivano da lontano e continuano a sognare, nonostante l'insensato baccano che li circonda.

Lavorate con i poeti, i maghi, i danzatori e tutti gli altri artigiani dell'invisibile per rimettere al suo posto il mistero del mondo".

Lo scrisse all'inizio del secolo scorso  Jorn de Précy, e ora Ponte alle Grazie lo porta nelle librerie italiane.

Il libro si chiama "E il giardino creò l’uomo - Un manifesto ribelle e sentimentale per filosofi giardinieri" (a cura di Mario Martella):  è un breve e brillante saggio che dal 1912, anno della sua pubblicazione, circola quasi clandestinamente in Inghilterra.

Ecco Marco Martella che parla del libro:

...essere giardinieri oggi non significa tagliare o piantare e basta, ma ridare dignità alle piante, liberarle da ciò che le lega a questo mondo sciocco, al quale appartenevano prima di noi e al quale oggi le abbiamo rese quasi completamente estranee...


Se volete acquistare il libro on line, lo potete trovare su IBS a questo indirizzo:

http://www.ibs.it/code/9788862205498/de-precy-jorn/giardino-creo-uomo.html

domenica 26 gennaio 2014

Nanofiori di cristallo

Le cose “Incredibili” che riesce a fare l'uomo vanno scoperte e apprezzate!

“Hanno il fascino dei fiori reali ma sono grandi poco meno di un millimetro e fatti di cristallo: sono le "nanocreazioni" di Wim L. Noorduin, ricercatore presso la Harvard School of Engineering and Applied Sciences.

Wim L. Noorduin

Li ha realizzati miscelando all'interno di una provetta sali di bario, monossido di carbonio e altre sostanze chimiche, che si sono aggregate secondo precisi disegni grazie alle loro proprietà fisiche.

La precipitazione dei cristalli in una soluzione dipende da diversi fattori come il pH, la densità, la salinità ecc: a seconda delle condizioni i cristalli tendono ad avvicinarsi o ad allontanarsi dando così forma a strutture tridimensionali diverse.


Noorduin ha insomma sfruttato gli stessi principi chimico-fisici grazie ai quali i cristalli di calcio, nell'acqua di mare, si uniscono a formare le delicate strutture curvilinee delle conchiglie.”


Fonti:

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