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lunedì 27 gennaio 2014

Manifesto sentimentale per filosofi giardinieri

E il giardino creò l'uomo

“Fate giardini!

Veri giardini, naturalmente, luoghi indomiti, fuorilegge. […]

Tracciate il vostro disegno sulla faccia della terra, che si presta sempre volentieri ai sogni dell'uomo, piantate un giardino e prendetevene cura.

E proteggete anche i giardini che restano e che resistono, i vecchi luoghi abitati dalle piante che arrivano da lontano e continuano a sognare, nonostante l'insensato baccano che li circonda.

Lavorate con i poeti, i maghi, i danzatori e tutti gli altri artigiani dell'invisibile per rimettere al suo posto il mistero del mondo".

Lo scrisse all'inizio del secolo scorso  Jorn de Précy, e ora Ponte alle Grazie lo porta nelle librerie italiane.

Il libro si chiama "E il giardino creò l’uomo - Un manifesto ribelle e sentimentale per filosofi giardinieri" (a cura di Mario Martella):  è un breve e brillante saggio che dal 1912, anno della sua pubblicazione, circola quasi clandestinamente in Inghilterra.

Ecco Marco Martella che parla del libro:

...essere giardinieri oggi non significa tagliare o piantare e basta, ma ridare dignità alle piante, liberarle da ciò che le lega a questo mondo sciocco, al quale appartenevano prima di noi e al quale oggi le abbiamo rese quasi completamente estranee...


Se volete acquistare il libro on line, lo potete trovare su IBS a questo indirizzo:

http://www.ibs.it/code/9788862205498/de-precy-jorn/giardino-creo-uomo.html

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