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mercoledì 26 febbraio 2014

AMAP–Associazioni per il mantenimento dell’Agricoltura Contadina

Non sapevo dell'esistenza delle Associazioni per il Mantenimento dell’Agricoltra Contadina (AMAP, Association pour le Maintien de l'Agriculture Paysanne in francese): l'ho scoperto guardando un documentario su RAI 5La terra vista dal cielo”.

Queste associazioni promuovono le aziende locali, il consumo critico, incitano a consumare meglio, senza inquinare e dover sprecare energie per trasportare i prodotti: questo abbatte i costi e, oltre a dare lavoro ai contadini del luogo, contribuisce a produrre alimenti, ortaggi, carni di ottimo livello e cibi sani che aiutano il nostro organismo e NON che lo distruggono!

Esperti della FAO (Food and Agricolture Organization) hanno dimostrato che il nostro pianeta può essere alimentato con cibi BIOLOGICI, è possibile: è possibile produrre cibo per tutti senza utilizzare pesticidi e senza la grande distribuzione.

Cerchiamo di farci un esame di coscienza, CONSUMIAMO MEGLIO, ce lo dobbiamo imporre: invece di mangiare cane malata e scadente tutti i giorni, mangiamola solo 1 o 2 volte a settimana, ma mangiamola sana!

OrtoLà - 25 settembre 2013 (84)

Rinunciamo alle pesche e alle fragole in inverno:  i frutti mangiati nella loro stagione sono ricchi di sostanze che NON  POSSONO avere maturando nei frigo o essendo prodotti in una serra dove i raggi del sole sono sostituiti da una lampada (guardate qui: http://www.botanicaurbana.com/2011/01/26/come-scegliere-la-lampada/).


Ecco come funzionano le AMAP.

L’associazione riunisce un gruppo di consumatori e un gruppo di agricoltori locali dove, tramite un contratto, ogni consumatore acquista all’inizio di ogni stagione (primavera/estate e autunno/inverno) una quota della produzione che viene consegnata regolarmente per un costo costante.

Raccolta delle patate all'OrtoLà - agosto 2013 (6)

Il prezzo del paniere ha un prezzo equo: permette al produttore di coprire i suoi costi di produzione e guadagnare un reddito decente, pur essendo accessibile da parte del consumatore.

Il produttore s’impegna a fornire prodotti di qualità nel rispetto della Carta di AMAP.

Raccolta delle patate all'OrtoLà - agosto 2013 (1)

Nato in Giappone, esteso a Stati Uniti e Canada, arrivato in Francia, oggi il concetto AMAP si è ampiamente allargato: oggi, a Parigi, per ogni arrondissement (ve ne sono 20) troviamo 57 AMAP a cui ogni consumatore può appoggiarsi per avere un comportamento responsabile sulla propria salute nel rispetto dell’ambiente.

E' possibile, è l'unica strada... non aspettiamo che siano i politici a dirci cosa dobbiamo fare!

Intanto ripensiamo al nostro modo di consumare, il primo passo è sempre la consapevolezza!


Per approfondire:

martedì 25 febbraio 2014

Cosa vogliamo essere?

C’è un mondo là fuori che ci vuole togliere la freschezza, lo stupore, l’ingenuità e la voglia di vivere, ci vogliono tutti omologati, ci danno un nome, un’etichetta, un prezzo, ci dicono cosa dobbiamo fare, che lavoro dobbiamo svolgere, che persone possiamo amare, che idee dobbiamo avere.

Tutto strutturato, preconfezionato, stabilito da un ordine di massa che ci vuole produttori e consumatori, altrimenti non valiamo nulla sul mercato di carne che muove questo sistema incancrenito sul potere e sul denaro, per garantire gli interessi dei burattinai e scarnificare le marionette.

Non sopporto sentirmi dire cosa devo fare, figuriamoci se posso sopportare di sentirmi dire chi devo essere: per questo non abbasserò mai la guardia, risponderò fiera ad ogni sopruso, sia esso verso di me o verso qualcun altro, perché se anche ad una sola persona vengono calpestati i diritti fondamentali, dobbiamo sentirci tutti calpestati assieme a questa persona, altrimenti saremo complici e non avremo scuse quando la nostra coscienza ci presenterà il conto.

Che si interroghino i portatori di santità, coloro che riempiono le messe domenicali, quelli pieni di certezze assolute e di schemi prestabiliti: quali sono le cose importanti per cui lottare, l’essenziale che ci fa sentire vivi, ciò che ci rende simili ma diversi gli uni dagli altri?

Siamo portatori di una ricchezza infinita, dobbiamo solo guardare dentro di noi, liberarci dalle catene che ci hanno messo nel cuore e nel cervello, fare pace con noi stessi e credere di più nelle nostre capacità, contornarci di Amicizia, di Amore, di Bellezza, quella vera, non quella effimera e vanesia che ci hanno insegnato ad inseguire per sentirci eterni.

Cominciamo ad accorgerci del nostro respiro, del fremito delle foglie, dei petali delicati dei fiori quando li accarezziamo, occupiamoci di persone vere, lasciamo da parte le finte vite nei finti monitor, diventiamo protagonisti della nostra vita, perché ne abbiamo solo una e la dobbiamo amare per forza.

Viviamo ogni giorno come fosse l’ultimo davvero, non diamo nulla per scontato, stupiamoci ogni istante e amiamo ciò che siamo di un amore vero, sincero, che ci consentirà di riconoscerci in questo mare di opportunismo scontato e crudele.

lunedì 24 febbraio 2014

La rabbia

La rabbia

La rabbia

Impazzisco d’un tratto e mi gira la testa

sembro un vortice d’acqua in un mare in tempesta,

se mi fanno arrabbiare davvero

cado dentro al buco più nero,

sembro vento, ma quello più duro

che picchia forte e sbatte giù un muro,

le mie parole sono pugnali

procuran ferite che sono mortali,

la gente ha paura, mi guarda da fuori,

non può capire i miei malumori,

sono la rabbia più rossa, sono l’energia,

sono chi sono e la lotta è la mia.

Perché la mia anima è sempre arrabbiata?

Perché lotta ogni giorno per non venir calpestata,

lotta per vivere e per amare,

lotta per sentire il battito del proprio cuore.

martedì 11 febbraio 2014

Da oggi non lo compro più, ovvero come fare a meno di cose inutili-che-crediamo-indispensabili-ma-che-non-ci-servono-affatto

CARRELLO SPESA

Oggi vi illuminerò, vi stupirò con effetti speciali, vi rivelerò COSE che mai avreste osato chiedere… insomma, vi libererò dalla malsana idea di sentirvi dipendenti da oggetti di uso quotidiano che ormai fanno talmente parte della vostra vita da sembrare insostituibili (succede anche con certi mariti…): la verità è un’altra, invece!

Tutto è utile, ma non indispensabile (come certi mariti, appunto), tutto è sostituibile ed eliminabile… funziona con le persone, figuriamoci con gli oggetti!

Iniziamo la carrellata di cose da eliminare seduta stante dalla vostra vita senza che il Pianeta Terra smetta di compiere sia la rotazione attorno al suo asse, sia la rivoluzione attorno al Sole:

  • acqua in bottiglia: basta anche con questa assurda tradizione sprecona e inutile! L’acqua del rubinetto è più controllata di quella in bottiglia, che costa tanto, sia a livello economico, ambientale e di salute, in quanto difficilmente viene conservata in maniera opportuna e assieme all’acqua ci si bevono anche tante “belle” sostanze cancerogene… tutto compreso nel prezzo ovviamente!

  • buste per la spesa: diciamo NO quando ci chiedono se vogliamo un sacchetto per la spesa, anche se è gratis! Andiamo a fare la spesa con borse riutilizzabili, fatte con materiali resistenti, che possano durare. Quelle di stoffa occupano pochissimo spazio, ma vanno bene anche di altro materiale, purché non usa e getta: tenetene sempre un paio in auto e una in borsa, per non rimanerne sprovvisti all’occorrenza!

  • sacchetti di plastica per alimenti: non servono, non ne avete bisogno! Organizzate il frigo e il freezer con contenitori di vetro riutilizzabili: ne guadagnerete in igiene e salute! Per dare la merenda a scuola ai bambini, forniteli di una gavetta in acciaio vecchia maniera (costa circa 7 euro), che vi consentirà di dar loro anche cibi sfusi come frutta secca sgusciata, yogurt, verdura a bastoncini, ecc: a loro piacerà tantissimo!

  • carta da forno: per pane, pizza e focacce basta ungere la teglia con un velo d’olio, per i dolci si unge la teglia con olio o burro, poi la si cosparge di farina o pangrattato. Il risultato è migliore che con la carta da forno, soprattutto a livello di gusto, provate! Eviterete inoltre di produrre un rifiuto indifferenziato inutile!

  • fazzoletti di carta: usate quelli di stoffa, come faceva la nonna, lavabili e riutilizzabili! Il vostro naso ringrazierà e gli alberi pure. In caso di cattivissimo raffreddore, se usate quelli di carta, sceglieteli in carta riciclata o FSC per salvaguardare le foreste!

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  • tovaglioli di carta e rotoli di carta da cucina: vale lo stesso discorso dei fazzoletti di carta. Basta sprecare così inutilmente le risorse del pianeta! Usate tovaglioli di stoffa e canovacci lavabili in lavatrice e riutilizzabili. Da oggi basta scuse!

  • stoviglie usa e getta: basta! Oltre che dannose all’ambiente, sono davvero brutte e poco eleganti: farete davvero una pessima figura con gli ospiti! Se proprio non ne potete fare a meno per feste e (rare) occasioni speciali, ricorrete a quelle prodotte con materiali compostabili, che verranno smaltite nell’umido. L’idea migliore è abituarsi a portare con se un piccolo kit (piatto-posate-bicchiere in acciaio, ad esempio) riutilizzabile, per dare il buon esempio e non inquinare!

  • pannolini per bambini: tra poco ci seppellirà la cacca dei nostri pargoli, se non la smetteremo di consumare pannolini usa e getta nell’indifferenziata! La soluzione può essere quella di comprare i pannolini riutilizzabili, lavabili, fatti con materiali naturali, che faranno bene all’ambiente e al nostro bambino. E’ dimostrato che l’alta spesa iniziale si ammortizza ben presto, facendo risparmiare ai genitori un bel po’ di soldi, calcolando che avranno davanti circa tre anni di cambio pannolino da sostenere!

  • ammorbidente e detersivo per lavatrice: io non li uso già da molti anni e non ne sento per niente la mancanza! Quello che pulisce i vestiti è l’acqua e lo sfregamento di essi l’uno contro l’atro in lavatrice. Io lavo generalmente senza nulla, aggiungendo solo qualche goccia di olio essenziale per profumare gli abiti. Se volete ammorbidire il tutto (già senza detersivo vi accorgerete che i vestiti risulteranno più morbidi), aggiungete dell’aceto al lavaggio, tutto qui.

  • salviette umidificate: che siano per pulire il culetto dei neonati, per struccarvi dal cerone, per togliere la polvere o per lucidare i mobili, eliminatele e non fatele più entrare nella vostra vita! Riuscirete a sostituirle egregiamente con una spugnetta bagnata o semplice carta igienica (per la cura della persona) o con un canovaccio o straccio di recupero per pulire la casa. Un consiglio per chi lucida i mobili: lasciate stare, la vita è fuori che vi aspetta, non sprecatela con tradizioni obsolete che fanno male alla vostra salute mentale!

  • carta da regalo e accessori per incartare: non servono! Volete mettere la bella figura di un regalo incartato in maniera creativa utilizzando tutto ciò che potete recuperare in casa? Per esempio, la carta di quotidiano fa molto radical chic se accompagnata da un bel cordoncino grezzo di canapa, spago o rafia, ma vanno bene anche vecchie riviste e fumetti, carta di recupero, carta da pacco grezza… poi siate originali: decorate con foglie, fiori, rametti, conchiglie, tutto ciò che la fantasia vi suggerisce! Il regalo passerà in secondo piano: tutti saranno affascinati dalla vostra strepitosa confezione!

  • cd/dvd da registrare: a parte che la pirateria è un reato (ma su questo ci soffermeremo un’altra volta!), smettetela una volta per tutte di comprare cd vuoti da registrare. Si possono trovare in commercio degli hard disk che battono la memoria di un elefante a meno di 100 euro per conservare foto, musica, ecc, oppure chiavette usb da più di 32 gigabyte a circa 20 euro (le potete usare con il computer, tv, autoradio). Se dovete passare dei dati/foto/film/musica ad amici, non metteteli su cd/dvd, ma su chiavetta… verificando che ve la restituisca ovviamente!!

  • plastica in generale: lo so, è quasi impossibile smettere del tutto, perché la plastica è veramente presente in maniera massiccia nel nostro quotidiano. Diciamo “plastica”, quindi “petrolio”, l’oro nero per cui si combattono guerre sanguinose, con il quale si creano danno ambientali irrimediabili, per non parlare degli interessi dell’economia mondiale e della politica che schiavizza alcuni Paesi e ne arricchisce altri spropositatamente. Quando compriamo un banalissimo oggetto di plastica proviamo a pensare a questo… e al fatto che rimarrà sulla terrà per un numero quasi illimitato di anni, di certo molto più di noi, inquinando anche dopo che ce ne saremo andati! Possiamo sostituire tutti i contenitori di plastica per alimenti con quelli in vetro o acciaio, garantendoci anche migliori condizioni di igieniche e di salute: la plastica scade e, se viene esposta a temperature troppo elevate o troppo basse, rilascia sostanze cancerogene nei cibi e bevande contenuti!

  • tante altre cose, la lista è lunga: pensateci e soffermatevi a riflettere su quanto vi costi la dipendenza dagli oggetti e cercate di eliminarne più che potete.

Ci hanno convinti di essere incapaci e di aver bisogno di tutto: NON E’ VERO!

Stacchiamoci da questa mentalità e, prima di comprare un oggetto, chiediamoci se ne abbiamo veramente bisogno o se ne potremmo tranquillamente fare a meno senza dover piangere la sera sentendone disperatamente la mancanza!

Liberatevi dagli oggetti e vi libererete dai falsi bisogni con cui ci assilla la pubblicità: imparate a scegliere in maniera critica, pretendendo qualità, efficienza e durata di ciò che comprate, acquistando dopo un’attenta scelta e valutazione.

Sarete meno dipendenti, più liberi e consapevoli.

PROVARE PER CREDERE!

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