Sostieni i nostri progetti con il tuo contributo!

SOSTIENI I NOSTRI PROGETTI CON UNA DONAZIONE

giovedì 7 agosto 2014

La crisi

L’avversità restituisce agli uomini tutte le virtù che la prosperità toglie loro.

(Eugène Delacroix)


Parto da questa massima per riflettere sulla situazione attuale, su questo periodo storico che da tempo molti chiamano crisi.

Io vivo in un paesino di campagna senza troppe pretese, in cui tanta gente si ferma a prendere un caffè la mattina per fare due chiacchiere prima di dedicarsi alle proprie occupazioni, quasi tutti hanno almeno due automobili per famiglia e un televisore a testa in casa.

Cellulari non possono mancare, il computer ce li hanno sia connazionali che immigrati con famiglie numerose, così come la TV a pagamento per vedere film, partite e serie americane in prima visione.

Almeno una persona in famiglia porta a casa lo stipendio, se non entrambi i genitori, i figli vanno a scuola e hanno spesso molto più di quanto la scuola richieda: zainetti firmati, quaderni patinati con gli eroi mediatici del momento, piccoli guardaroba assortiti con firme e prezzi spropositati per abiti e scarpe che, data la crescita veloce, non riescono a passare due stagioni consecutive.

P1070344

In casa, la maggioranza (credo tutti, ma non voglio peccare di presunzione) ha lavastoviglie, lavatrice, aspirapolvere, se non robot multifunzione che va di moda adesso (costato più di 1.000,00 euro per aiutarti a fare il risotto in 20 minuti, quando tu ce ne metteresti 18, ma questo non te lo dicono alle dimostrazioni che ti vengono a fare a casa!), macchina del pane che fa tutto lei (producendo pane a cassetta fino allo sfinimento), gelatiera e chi più ne ha, più ne metta.

Ricordo: tutto questo accade in un momento di crisi.

Siamo sicuri di usare le parole della lingua italiana in maniera corretta?

Non sarà per caso che a forza di sentirci ripetere da TV, giornali, radio, ecc che siamo in crisi… alla fine ci abbiamo creduto senza fare le dovute considerazioni?

Un appunto: tutto ciò che ho elencato sopra lo possiede anche la maggioranza delle persone che, parlando sempre di crisi, si piange addosso lamentandosi di non riuscire a pagare la mensa dei propri figli a scuola, l’IMU delle due case di proprietà, discutendo su quanto è cresciuta frutta e verdura, tra un messaggio di WhatsApp e uno sguardo a Facebook.

Piccola riflessione finale: non è che (forse) abbiamo vissuto fino ad ora sopra le nostre possibilità, diventando irrimediabilmente materialisti ed individualisti (a tal punto di non accorgerci di quante cose superflue si sono appropriate della nostra vita quotidiana, togliendo spazio a quelle importanti davvero), riducendoci schiavi dei nostri falsi bisogni e vittime di noi stessi, gettandoci in un vortice di scontentezza perenne colmabile solo con regali quotidiani dal sapore di finto benessere?

Conosco gente, di contro, che dalla crisi (se vogliamo far finta che esista) ha tirato fuori carattere, voglia di ridimensionare la propria vita e desiderio di tornare un passo indietro, per riappropriarsi di valori veri, di rapporti umani meno mediatici, di tempo da dedicare ai propri cari e alle cose che rendono davvero la nostra vita degna di essere vissuta, che non sono certo i surrogati di felicità che le campagne pubblicitarie ci convincono essere nostri bisogni primari.

Meditate gente, meditate.

Nessun commento:

Posta un commento

Post recenti